
“Contro l’individualismo, per una società che si prende cura di sé stessa”: con questo messaggio, Sinistra Libertaria lancia una campagna politica per riformare radicalmente il Servizio Civile Universale (SCU), trasformandolo da strumento precario a pilastro di coesione sociale, formazione e reddito dignitoso. Una proposta che verrà formalizzata con una petizione popolare (ex art. 50 Costituzione) alla Camera dei Deputati, per chiedere una riforma urgente, con obiettivi chiari: abolire il limite d’età, introdurre un compenso dignitoso, garantire flessibilità e includere chi è stato escluso.
Sinistra Libertaria: un Paese frammentato ha bisogno di un Servizio Civile vero
In un’epoca di isolamento sociale e crisi di comunità, il SCU potrebbe essere una risposta concreta: un’esperienza che unisce, forma e restituisce valore a chi partecipa. Oggi, però, è strozzato da limiti inaccettabili:
- 52.000 giovani esclusi nel 2022 per mancanza di fondi;
- 507 euro al mese per 25 ore di lavoro settimanali, compensi da fame che trasformano il volontariato in sfruttamento;
- Barriere anagrafiche e pregiudizi che negano il carattere “universale”.
“Vogliamo trasformare il Servizio Civile in un’esperienza che formi cittadini attivi e solidali, non in un parcheggio sottopagato”, afferma Natale Salvo, portavoce del movimento.
Le proposte: lavoro per la Comunità, diritti, dignità
La petizione chiede al Parlamento di intervenire su 5 fronti:
- 🔹 ABOLIRE IL LIMITE D’ETÀ – Perché la solidarietà non ha scadenza;
- 🔹 15 ORE SETTIMANALI, NON 25 – Per consentire di conciliare impegno civile con studio e lavoro;
- 🔹 10 EURO L’ORA – Per riconoscere un compenso dignitoso (circa 600€/mese) che riconosca il valore del servizio e contrasti lo sfruttamento.
- 🔹 APRIRE AI CONDANNATI – Per fare del SCU uno strumento di reinserimento, riscatto e inclusione;
- 🔹 PIÙ INVESTIMENTI, MENO ASSISTENZIALISMO – Destinare risorse da sussidi passivi a progetti attivi.
“Non chiediamo elemosina, ma un patto chiaro: la società riconosce e paga chi si impegna per migliorarla”, sottolinea Salvo.
Perché questa riforma del Servizio Civile? Perché serve una società più coesa.
L’obiettivo va oltre la retribuzione: “È una questione di riconoscimento del valore sociale di chi si impegna per la collettività. Quei 600 euro non sono carità: sono la dimostrazione che il lavoro per la comunità ha dignità e merita adeguata compensazione”, spiega il portavoce.
E aggiunge: “In un Paese dove tutto è merce e competizione, vogliamo riaffermare che prendersi cura degli altri è un lavoro prezioso, che forma persone migliori e crea società più coese”.
La mobilitazione parte ora
La petizione sarà solo l’inizio: Sinistra Libertaria la porterà nelle piazze, nelle università, nei quartieri, per costruire una pressione popolare che costringa la politica ad agire. L’obiettivo? Far arrivare la proposta in Commissione parlamentare e aprire un dibattito nazionale sul welfare di partecipazione: “Il SCU può essere la leva per un nuovo modello di società: inclusivo, dignitoso, trasformativo”.
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